La Ducati è un’eccellenza italiana, che domina la scena nel motorsport a due ruote. Scopriamo la verità sulla produzione di motori.
Sono anni molto positivi quelli che sta vivendo la Ducati, cresciuta tantissimo sul fronte del prodotto, ma assoluta protagonista della scena motorsportiva. La Rossa delle due ruote domina da anni in MotoGP, dove ha vinto cinque mondiali costruttori di fila dal 2020 in avanti, a cui aggiungere il tris di titoli piloti messi insieme tra il 2022 ed il 2024. Il 2025 è iniziato in maniera altrettanto dominante, dal momento che la Desmosedici ha sempre occupato tutti e tre i posti sul podio, sia nelle Sprint Race che nelle gare domenicali.
Anche in Superbike la Ducati è sempre al top, anche se nel 2024 è stata la BMW a vincere tra i piloti con Toprak Razgatlioglu, che ha risposto alla doppietta di Alvaro Bautista del biennio precedente. Sotto la gestione di Luigi Dall’Igna per quanto concerne il reparto corse, la casa di Borgo Panigale ha imposto la propria dittatura, grazie ad innovazioni tecniche che hanno spazzato via il dominio delle giapponesi. Nelle prossime righe, vi porteremo a conoscenza di una curiosità che riguarda l’azienda bolognese, in particolare, i suoi motori.
Come potrete immaginare, la Ducati produce in autonomia i propri motori e lo fa a Borgo Panigale, presso la propria sede situata a pochi chilometri dal centro di Bologna. Tutto viene progettato e realizzato da un team di tecnici principalmente italiani, che lavorano con passione per regalare incredibili soddisfazioni ai clienti, così come ai piloti che le sfruttano nelle competizioni. Il motore più amato è senz’altro il V4 che monta la Panigale, che sprigiona oltre 200 cavalli di potenza e che garantisce prestazioni da competizione. Ma per quale motivo abbiamo fatto menzione di un’azienda straniera in apertura? Il motivo è presto detto.
Il 18 di aprile del 2012 fu ufficializzato l’acquisto di Ducati Motor Holding SPA da parte della Lamborghini, ed ad operazioni ultimate, la casa di Borgo Panigale è entrata a far parte del gruppo Audi. Dunque, il brand emiliano è di proprietà, a tutti gli effetti, del colosso di Ingolstadt, che investe un’importante quantità di denaro nel costruttore di moto. Ovviamente, la sede e tutti gli stabilimenti sono rimasti in Italia, ma gli investimenti sono aumentati grazie alla proprietà tedesca, che ha dato i suoi risultati.
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