Jorge Martin ha lasciato la Ducati da campione del mondo in carica, e non è stato facile dover scendere dalla moto migliore.
Con una notevole prova di forza sul fronte mentale, Jorge Martin si è laureato campione del mondo della MotoGP nel 2024, in sella alla Ducati del team Pramac, riuscendo ad avere la meglio su Pecco Bagnaia, rider ufficiale della casa di Borgo Panigale. Il pilota iberico, pur vincendo solo tre gare contro le undici del rivale, ha conquistato il tetto del mondo dimostrandosi molto più regolare, evitando di buttare via punti e cogliendo ogni occasione che gli si è presentata.

Per tutta risposta, la Ducati ha deciso di non affidargli la moto ufficiale, preferendogli Marc Marquez, anche se col senno di poi c’è da dire che la decisione non è stata del tutto sbagliata. Va detto che al momento è Bagnaia che non sta dimostrando di meritare la moto factory, mentre Martin ha dovuto saltare le prime tappe con l’Aprilia a seguito di un terribile doppio infortunio, e non c’è ancora alcuna certezza sulla data del suo rientro in pista. Nel frattempo, il campione del mondo è tornato sui giorni decisivi che lo portarono ad entrare nello squadrone di Aprilia.
Martin, ecco la rivelazione sul passaggio all’Aprilia
In un periodo che lo sta vedendo lontano dalle piste di tutto il mondo, Jorge Martin ha concesso una chiacchierata al podcast su YouTube di Aleix Espargarò, al quale è legato da una profonda amicizia. Il campione del mondo ha raccontato quanto accadde lo scorso anno al Mugello, quando divenne pilota Aprilia, a seguito della decisione della Ducati di ingaggiare Marc Marquez. Furono giorni in un certo senso difficili per lo spagnolo, che però si è detto molto motivato nell’ambizione di portare al vertice la casa di Noale.

Ecco il racconto di Martin: “Il passaggio all’Aprilia è stata una decisione molto personale. Al Mugello, Enea mi ha superato all’ultima curva, ho trovato un’atmosfera sgradevole quando sono arrivato in parco chiuso, ho deciso che non volevo essere lì, poi Albert Valera è venuto da me e mi ha detto di andare. Abbiamo subito cercato un’altra opzione, sono andato da Rivola pensando “Convincimi, convincimi”, ed ora sono orgoglioso di dove sono. Fu una decisione molto personale, il mio obiettivo ora è quello di portare un marchio che non ha mai vinto a lottare per le prime posizioni“.