Incredibili cambiamenti in vista per John Elkann, con la FIAT che è pronta a dare vita a un nuovo periodo storico.
Il progetto che ha portato avanti l’ex CEO di Stellantis, ovvero Carlos Tavares, sembra essere stato del tutto accantonato. Il colosso italofrancese infatti si trova in condizioni davvero molto complicate, con le vendite che sono crollate nel 2024 e la decisione di voler puntare in modo sempre più spinto verso l’elettrico non ha di certo portato ai risultati sperati.

Per questo motivo è evidente come si stia portando avanti un progetto che sia quanto più possibile rivoluzionario per Stellantis, in modo tale da garantire un riavvicinamento dei cittadini al Gruppo. Di recente John Elkann ha avuto modo di esporre i propri piani per Stellantis direttamente al Parlamento italiano, anche se non sono mancate di certo le polemiche.
Queste sono scattate anche con il Ministro Matteo Salvini, con questi che ha dichiarato come ci sia “amarezza” per alcune affermazioni di Elkann. C’è anche chi non solo sembra essere abbastanza avverso ad alcune scelte di Stellantis, ma allo stesso tempo sono giunte delle accuse che evidenziano come ci siano state delle pesanti omissioni nel discorso di Elkann in Parlamento.
Stellantis e il suo futuro: le omissioni di John Elkann
A voler parlare di quanto avrebbe potuto dire John Elkann in Parlamento vi è stato il direttore Paolo Panerai di Orsi & Tori su Milano Finanza. Questi infatti ha messo in mostra come Elkann abbia deciso di omettere alcuni dei principali personaggi che negli anni sono stati determinanti per poter salvare la FIAT e il riferimento è evidente a una serie di collaboratori che facevano parte della schiera di Sergio Marchionne.

Non ci sono dubbi sul fatto che il manager marchigiano sia stato uno dei più grandi geni nel proprio settore e ciò che ha fatto per FIAT è forse irripetibile. Nel 2003 infatti tutto sembrava precipitare in casa FIAT, con Elkann che aveva accusato le banche di aver lasciato la FIAT da sola dopo la morte dell’Avvocato Gianni Agnelli, con il rischio di fallimento che era dietro l’angolo.
Con l’arrivo di Marchionne, il ruolo delle banche divenne però fondamentale, tanto è vero che lo stesso manager ne riconobbe gli enormi aiuti. Per questo motivo c’è chi si stupisce del perché non abbia citato l’aiuto anche delle banche, considerando anche come al tempo si parlava di “tasso FIAT”, per far capire come gli aiuti presentavano delle condizioni ben migliori rispetto a quelle di altre aziende.