Marc Marquez si è detto contrario alla possibilità che Jorge Martin disputi un giorno di test prima di tornare in pista in un week-end.
Manca una settimana al terzo atto stagionale della MotoGP, con squadre e piloti che sono attualmente in viaggio verso Austin. Marc Marquez potrebbe definitivamente scappare via in classifica piloti, nella quale ha già un vantaggio di 16 punti sul fratello Alex (con il quale ha messo a referto quattro doppiette tra Sprint Race e gare domenicali in Thailandia ed in Argentina) e di ben 31 lunghezze nei confronti di Pecco Bagnaia. Il debutto in sella alla Ducati ufficiale del #93 è stato devastante per la concorrenza, che sembra già essere annichilita al cospetto della sua superiorità.

Di sicuro, è un peccato non poter valutare il livello di competitività di Jorge Martin, che ha saltato le prime tappe e non sarà presente neanche ad Austin, nella speranza di poter tornare in Qatar. La brutta caduta di Sepang lo ha costretto ad un intervento chirurgico, che ha poi bissato dopo un ulteriore infortunio in allenamento. Per l’Aprilia si è trattato di una gravissima perdita, ed ora si parla della possibilità di un test che è stato proposto da Massimo Rivola. Marquez, dal canto suo, non si è detto a favore.
Marquez, ecco spiegato il suo rifiuto a Martin
A seguito del doppio infortunio che è occorso ad Jorge Martin, il boss dell’Aprilia Massimo Rivola aveva proposto un cambiamento di regolamento per permettere al campione del mondo in carica di effettuare un test alla RS-GP, moto che ha sostanzialmente guidato per una sola giornata a novembre in quel di Barcellona. L’obiettivo è anche quello di verificare lo stato di forma dello spagnolo, che ha l’obiettivo di tornare in azione in Qatar, anche se pare essere più realistico un suo debutto stagionale ad Jerez de la Frontera.

Ecco cosa pensa Marc Marquez del test proposto da Rivola: “Credo che si possa trattare di una buona idea, ma per il futuro, perché al momento il regolamento non prevede questa possibilità, questa cosa non c’era quando sono tornato dal mio infortunio. Si potrebbe introdurre una regola per consentire ad un pilota che è fuori dalle competizioni per due mesi di fare una giornata di test, ma non di più. Due giorni sono già troppi, uno è sufficiente per prendere il ritmo con la moto“. Dunque, per il momento, il nativo di Cervera non ha dato il proprio assenso al connazionale.