La Triumph domina nel segmento delle scrambler, ma c’è un modello tutto italiano che oscura anche il fascino british.
Le origini delle scrambler sono da ricercare negli Stati Uniti, dove negli anni ’60 i motociclisti iniziarono a modificare le loro enduro per abbassarle e ammorbidirle. La parola “scrambler” deriva dalla parola inglese “to scramble,” che significa mescolare o mescolare insieme. Questo nome riflette l’approccio ibrido di queste moto, che erano una combinazione di motociclette da cross e da strada. Le moto scrambler sono caratterizzate da un design retrò e classico. Solitamente presentano linee pulite, un ampio serbatoio, scarichi laterali, sedili piatti e un aspetto “vintage”. Con un’estetica che richiama le moto da fuoristrada degli anni ’60 e ’70 un brand italiano sta facendo parlare di sé.

Le scrambler hanno cominciato a fare la storia 60 anni fa. A quei tempi iniziarono a essere anche prodotte in serie da diverse Case motociclistiche. Negli anni ’80 e ’90, le scrambler caddero in disuso, a favore di motociclette più sportive e tecnologiche, per poi tornare in auge a partire dai primi anni 2000 sotto il fattore nostalgia e il desiderio di mezzi facili e divertenti alla guida accessibili un po’ a tutti. Oggi, le scrambler sono motociclette popolari tra gli appassionati di motociclismo. Sono disponibili in una vasta gamma di modelli, da quelli di produzione a quelli customizzati, infatti, gli spagnoli di CRD hanno preso una V7 Stone seconda serie e l’hanno trasformata in una scrambler.
La spettacolare Moto Guzzi anti-Triumph
Partendo dalla base della Moto Guzzi V7 Stone è stato creato un capolavoro. È la versione base della gamma V7 a un prezzo inferiore delle sorelle Special e Racer. Gli artigiani della Café Racer Dreams hanno lavorato per alleggerire la moto e renderla ancora più essenziale. Il manubrio largo Renthal appaga l’occhio e garantisce una guida comoda. La strumentazione è minimale. L’impianto luci è stato rinnovato.

Davanti c’è un faro tondo con griglia e una sella piatta in stile vintage. Dietro un piccolo faretto. Un accento di carattere che poggia su un nuovo telaietto posteriore. Anche i parafanghi sono nuovi, cromati in stile retrò. Il serbatoio è quello originale ma verniciato blu e argento, i filtri dell’aria K&N e motore a V in bella vista. Il risultato finale è una moto con forte identità, stilosa e senza tempo, pronta a sfidare la concorrenza di serie: Ducati, BMW e Triumph naturalmente. Il progetto giovane che sposa i gusti e il gradimento alla vista potrebbe essere raccolto e messo in produzione dalla casa dell’Aquila.