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Stoner come Valentino Rossi: l’ammissione sulla Ducati che ora fa impazzire tutti i fan

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Antonio Russo

Casey Stoner ha raccontato dei suoi primi passi in Ducati ed è incredibile come le sue parole siano simili a quelle di Valentino Rossi.

Casey Stoner ha scritto una delle pagine più belle della storia Ducati. Il rider australiano, infatti, al primo anno ha subito conquistato il Mondiale con la Casa di Borgo Panigale, il primo della sua storia. Oggi siamo abituati a vedere la Desmosedici primeggiare in lungo e in largo, ma prima non era sicuramente così. Prima dell’arrivo di Audi l’azienda era molto piccola e quasi artigianale.

Casey Stoner (ANSA) – Bicizen.it

L’arrivo in MotoGP fu quasi un miracolo perché la moto si mostrò quasi subito competitiva riuscendo a cogliere qualche vittoria. Negli anni successivi la Ducati si è sempre distinta per il suo gran motore e in particolare Loris Capirossi ottenne diversi successi. La Casa di Borgo Panigale però aveva il problema di essere imbattibile su determinate piste ed entrare in crisi su altre.

Stoner racconta la sua prima volta con Ducati

In particolare la Desmosedici volava in quei tracciati con lunghi rettilinei come il Mugello e andava in difficoltà quando si trovava su piste con tante zone miste. In un’intervista rilasciata a DAZN, Casey Stoner, ha raccontato del suo passaggio in Ducati nel 2007: “Quando ho firmato con Ducati ero molto emozionato, sarei andato in un team ufficiale e avrei avuto il pieno supporto della fabbrica invece di pochi pezzi qui e là. Avevo una grande opportunità davanti a me. Durante i primi giri su quella moto potevo solo pensare: Che cosa ho fatto? Ho fatto un grosso errore”.

Casey Stoner (ANSA) – Bicizen.it

Insomma a quanto pare a Stoner sono venuti un po’ di dubbi con il primo approccio alla Ducati, frasi che ricordano da vicino quelle pronunciate qualche anno dopo dallo stesso Valentino Rossi raccontando la sua prima in Ducati. La verità, a prescindere da tutto, è che la Desmosedici è sempre stata una moto difficile da capire e tanti piloti si sono bruciati, vero è però che chi la capisce al volo poi fa cose importanti. Casey, che aveva dimostrato di essere veloce, ma troppo incline alle cadute, quell’anno trovò una magia straordinaria, un feeling inaspettato con quella moto riuscendo alla fine a cogliere un mondiale insperato.

Antonio Russo

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