Una sanzione che non ha precedenti recapitata al proprietario del mezzo elettrico. Se guidi un monopattino, non fare mai come lui.
Quando in futuro gli storici studieranno il periodo storico che stiamo vivendo, dovranno sicuramente considerare l’utilizzo dei tantissimi modelli di monopattini elettrici che popolano le nostre città come un fenomeno rilevante sotto il profilo della mobilità pubblica e privata. Ormai da qualche anno l’utilizzo di questi mezzi ha infatti cambiato radicalmente il traffico italiano.
Nel bene e nel male, questi veicoli sono entrati a far parte della vita quotidiana degli italiani fornendo loro un mezzo di trasporto economico, silenzioso e sostenibile ma anche – e spesso – oggetto di grandi polemiche sulla sicurezza. Tra gli argomenti più importanti del Nuovo Codice della Strada infatti c’è proprio una revisione delle regole legate alla circolazione su questi veicoli a due ruote.
Del resto, capita molto spesso che qualcuno attui comportamenti non sicuri utilizzando proprio un monopattino elettrico. Se però credete che muoversi in due su un singolo mezzo o non indossare un casco protettivo quando lo si guida siano le infrazioni o comportamenti poco sicuri più gravi che si possono competere su un veicolo di questo tipo, forse non avete ancora letto cosa è accaduto in questi giorni a Trieste.
Come per ogni veicolo che circola in strada, anche modificare un monopattino elettrico andando contro le normative vigenti è un’infrazione che si paga cara. Questi mezzi infatti non possono superare i 25 chilometri orari né i 500 Watt di potenza secondo il nostro Codice della Strada. Forse nessuno lo aveva detto al proprietario di un mezzo sequestrato di recente dalla Polizia Locale della città in Friuli Venezia Giulia che ha davvero esagerato.
Le autorità locali hanno infatti sequestrato un mezzo modificato in modo decisamente fuori categoria; il veicolo montava un propulsore dalla potenza ben superiore ai 500 Watt ma ad attirare maggiormente l’attenzione delle Forze dell’Ordine è stato un sellino montato sul telaio dal proprietario che gli è costato ben 6mila euro di multa. Questo perché, al di là del limite alla potenza del mezzo, una simile installazione sul veicolo a due ruote lo porta ad essere classificato come ciclomotore e quindi ad infrangere le norme.
Strano ma vero, non si tratta di un caso unico: tempo fa a Verona un 28enne è rimasto coinvolto in un incidente e gli agenti hanno sequestrato il suo veicolo che, previa accertamenti, ha dimostrato di poter superare i 70 chilometri orari di velocità massima. Un caso simile era occorso a Bologna esattamente un anno fa: in quel caso, un cittadino aveva comprato illegalmente un modello straniero in grado di toccare i 130 chilometri orari! L’epidemia delle infrazioni in monopattino, insomma, impazza e sembra non conoscere cura.
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