Da mesi si discute sul futuro legislativo dei nuovi mezzi che hanno invaso i nostri centri urbani, ma il risultato ottenuto è ambiguo
Nel tessuto vibrante delle città del futuro, i monopattini e le E-bike solcano le strade come elementi agili di una nuova rete di mobilità urbana. Il futuro di questi mezzi è plasmato da un nuovo decreto che mira a regolamentare e armonizzare il loro utilizzo nelle città, promuovendo sicurezza, sostenibilità e convivenza armoniosa con altri mezzi di trasporto. Il decreto si presenta come una guida per integrare questi veicoli nel paesaggio urbano in modo organico e sicuro. Innanzitutto, stabilisce chiare norme per la loro circolazione, definendo le aree in cui possono essere utilizzati, limitando la velocità massima consentita. Questo non solo assicura la sicurezza degli utenti, ma contribuisce anche a evitare conflitti con altri pedoni e veicoli.
Un punto cruciale del decreto riguarda la responsabilità degli utenti: stabilisce regole chiare sul comportamento da tenere sulla strada, vietando l’uso pericoloso o scorretto e promuovendo la consapevolezza degli utenti sul rispetto delle norme di circolazione. In questo futuro regolamentato, i monopattini e le e-bike diventano elementi vitali di una rete di trasporti urbani più sostenibile e integrata, offrendo agli abitanti delle città un’alternativa comoda, sicura e rispettosa dell’ambiente per muoversi agilmente tra le vie urbane. Andiamo ad analizzare punto per punto il nuovo decreto per svelare ombre e sfatare dubbi sul testo che si appresta ad essere approvato dal parlamento.
È notizia di poco fa come il Consiglio dei Ministri italiano abbia approvato il nuovo Decreto RC auto, recependo la direttiva del Parlamento europeo del 2021 in materia di assicurazione per alcune categorie di veicoli circolanti su strada. Parliamo principalmente di nuovi mezzi che da poco tempo impazzano per le vie delle nostre città e che è giusto che vengano regolamentati come il resto dei mezzi circolanti.
Il decreto RC auto si riferisce in particolar modo ai mezzi elettrici leggeri, detta in parole povere volge l’attenzione principalmente a monopattini e biciclette elettriche. Ma facciamo chiarezza perché il decreto non si rivolge ad entrambe le categorie nella medesima forma. Innanzitutto è importante sottolineare come, a livello legislativo, il monopattino elettrico non esista proprio come categoria.
Il decreto però obbliga questi mezzi ad essere identificati e identificabili dalle forze dell’ordine che dovessero fermarne il proprietario per un controllo o una contravvenzione, pur non essendovi ancora l’obbligo di targa. Un bel pasticcio insomma. Inoltre l’assicurazione obbligatoria varrebbe solo per i monopattini e non per le e-bikes, visto che soltanto i primi hanno la sola trazione meccanica a spingerli, a differenza delle seconde che necessiterebbero comunque della forza umana. Vedremo se seguiranno ulteriori decreti oltre a questo qui che non sembra in grado di rispondere esaustivamente alle richieste del Parlamento europeo.
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