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Mobilità

L’ibrido che non ti aspetti: nasce il motore che rompe le regole, rivincita diesel

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Chiara Rainis

Una nuova tecnologia potrebbe rivoluzionare la concezione delle auto del futuro. Di cosa si tratta e perché riabiliterà il gasolio.

Stando a quanto stabilito dalla Commissione Europea nel 2035, le Case automobilistiche potranno realizzare soltanto veicoli elettrici o alimentati con benzine sintetiche, ma per evitare che tutti gli altri carburanti spariscano dalla circolazione, qualcuno sta studiando delle alternative. Dei modi per renderli meno nocivi per l’ambiente e dunque utilizzabili alla luce delle nuove e più stringenti norme sulle emissioni di anidride carbonica.

Soluzione inquinamento auto, novità in arrivo (Canva) -Bicizen.it

Nello specifico l’intuizione di cui andremo a parlare è nata dalle menti geniali della UNSW, una delle più rinomate università di Sydney. Applicandola il rilascio di polveri e sostanze inquinanti sarà ridotto dell’85%.

Dall’Australia una novità che potrebbe salvare le auto a diesel

I destinatari di tale  rivoluzione sono i propulsori a gasolio, fortemente demonizzati negli ultimi anni e abbandonati da molti consumatori, impauriti dai veti imposti dalle varie amministrazioni comunali che ne impediscono l’ingresso nelle zone centrali. Ad oggi il più delle persone decide di optare per i classici a benzina, oppure per l’ibrido, mentre in misura minore si va per l’elettrico.

Per quanto concerne l’ultima alternativa dobbiamo dire che in Italia fa fatica a prendere piede a causa del prezzo ancora troppo elevato, siamo infatti nell’ordine dei 5mila euro in più rispetto ad una vettura comune, nonché della scarsa presenza di infrastrutture per la ricarica sul territorio.  Un altro aspetto che fa storcere il naso, evidenziato pure dall’università di Harvard, riguarda l’impatto rilevante delle batterie sull’ambiente. In sintesi, per molti sfruttando l’energia elettrica, anziché ripulire l’aria la si rende ancora più tossica, in particolar modo nelle fasi di smaltimento degli accumulatori e in quelle produttive.

Genericamente per rendere l’acquisto di un EV bisogna trascorrere abbastanza tempo alla guida. Dai calcoli effettuati dagli esperti, comincia ad essere un’affare soltanto dopo aver superato i 45mila km. Una cifra che una persona che si muove essenzialmente in città raggiunge in un decennio.  Per questo motivo, attualmente le automobili con motore endotermico vanno ancora per la maggiore.

Ma torniamo al cuore del nostro approfondimento, ovvero la riabilitazione del diesel. Nel New South Wales ne avrebbero sviluppato una nuova versione funzionante con una miscela di idrogeno al 90% e dunque in grado di abbattere le emissioni di gas serra. Ciò è possibile perché quando brucia, idrogeno genera acqua e non CO2. Il restante 10% è invece rappresentato dal combustibile per come lo conosciamo. Grazie a questo mix il rilascio di anidride viene diminuito dell’85%.

Il rifornimento con idrogeno cambia le cose (Ansa) – Bicizen.it

Il gruppo di studio gestito da Shaw Kook sta lavorando al progetto da circa un anno e mezzo e ora è finalmente arrivato il  brevetto che vede l’anidride carbonica ridotta a 90 grammi per kWh, un risultato impressionante consderando quanto sia difficile ottenere questo tipo di numeri con questi carburanti in questione.

Decisamente una buona notizia per i produttori di veicoli a gasolio che potranno riciclare le loro automobili adattandole alle nuove esigenze. La tecnica è molto semplice. L’idrogeno viene iniettato direttamente nel cilindro assieme al diesel e ciò fa sì che non venga disperso materiale nocivo. Il nuovo sistema verrà lanciato sul mercato in un lasso di tempo che dovrebbe oscillare tra i dodici e i ventiquattro mesi.

Chiara Rainis

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